Pensieri fluidi e in libertà di una noce 

Pensieri di una noce

Il potere di scollegare il mondo

2025-03-09 13:30

Scilla

pace, etica, innovazione,

Il potere di scollegare il mondo

Ho fatto un sogno. Ero in casa quando, all’improvviso, tutto si spegneva. Il frigorifero smetteva di ronzare, il piano cottura non si accendeva, il telefono si scaricava e non potevo ricaricarlo. Nessuna connessione, nessun modo per contattare qualcuno, nessuna possibilità di sapere cosa stesse succedendo là fuori. Il silenzio che mi circondava non era quello confortante della notte, ma quello innaturale di un mondo che si ferma. Ho sentito la paura. La paura di dover trovare un nuovo modo per stare al sicuro, per comunicare, per esistere in un mondo improvvisamente nuovo e fragile.


Poi mi sono svegliata, ma quel senso di inquietudine non mi ha lasciata. Perché quel sogno non era solo un frutto della mia immaginazione. Era un riflesso di una realtà possibile, dove il nostro intero sistema di vita dipende da qualcosa che non controlliamo davvero.


Elon Musk, con un tweet, ha minacciato di spegnere Starlink, il sistema di satelliti che fornisce internet in aree strategiche, rivelando una verità scomoda: la nostra libertà, la nostra sicurezza, la nostra capacità di comunicare sono nelle mani di pochi. Starlink ha permesso all’Ucraina di mantenere la connessione in piena guerra, ma se un solo uomo può decidere di staccare la spina, cosa significa questo per il futuro?


Siamo abituati a vedere la tecnologia come un’alleata, una porta aperta verso il progresso, ma forse dovremmo iniziare a chiederci se non sia anche una gabbia invisibile. Se internet, le infrastrutture digitali, l’accesso alle informazioni dipendono dalle scelte di pochi imprenditori, chi ci assicura che verranno usate sempre a nostro vantaggio? E cosa succede quando il bene comune – la connessione, la libertà di informazione, la sicurezza – diventa un’arma politica ed economica?


Non si tratta solo di Starlink. Da tempo giganti come Google, Amazon e Microsoft controllano dati, intelligenza artificiale, cloud computing. La nostra esistenza è intrecciata con le loro piattaforme, eppure non abbiamo alcuna garanzia sulla loro affidabilità nei momenti critici.


Forse è tempo di ripensare la connettività non come un servizio commerciale, ma come un diritto. Proprio come l’acqua, l’energia, la sanità, internet è diventato un bisogno essenziale, e la sua gestione non può dipendere dagli interessi o dai capricci di pochi.


Come la noce, solida e resistente, la tecnologia dovrebbe essere un guscio che protegge e nutre, non un'arma che minaccia. Il futuro non può essere lasciato nelle mani di chi, con un solo interruttore, può scollegarci dal mondo. La vera innovazione sarà trovare un modo per renderlo più giusto, più equo e meno vulnerabile al potere di pochi.



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