Pensieri fluidi e in libertà di una noce 

Pensieri di una noce

Una goccia alla volta

2025-06-15 23:08

Scilla

etica e diritto, Futuro, Pace,

Una goccia alla volta

Ogni giorno leggere il giornale è come ritrovarsi in un bosco che va a fuoco.Non si tratta di un singolo incendio, ma di tanti focolai che si accendon

Ogni giorno leggere il giornale è come ritrovarsi in un bosco che va a fuoco.

Non si tratta di un singolo incendio, ma di tanti focolai che si accendono ovunque, avvolgendoci.

Fiamme che avanzano silenziose, insinuandosi nei pensieri, nella coscienza, nei gesti quotidiani.

 

C’è il fuoco del voto.

Ogni referendum disertato, ogni elezione vissuta con stanchezza o disillusione toglie valore a un diritto che è anche responsabilità.

Un diritto conquistato con la fatica della storia, e che oggi rischia di essere trattato come un’opzione secondaria.

Così finiamo per alimentare un incendio che brucia la consapevolezza, spegnendo piano piano l’idea che la democrazia abbia bisogno di ciascuno di noi.

 

C’è il fuoco delle guerre.

Conflitti che si moltiplicano, sofferenze che si accumulano, bambini che crescono sotto le bombe come se fosse normale.

Intorno, un silenzio rassegnato.

Come se la guerra fosse inevitabile. Come se la pace fosse un’ingenuità fuori moda.

 

C’è il fuoco di una politica internazionale che ha smarrito la via del dialogo.

Le organizzazioni multilaterali sono sempre più marginali, mentre avanzano logiche di forza, trattative opache, alleanze temporanee che ignorano ogni prospettiva di lungo periodo.

Ha preso il sopravvento una grammatica brutale, fatta di minacce, esclusioni, violenza.

 

C’è il fuoco dell’autoritarismo, anche là dove pensavamo che certi diritti fossero acquisiti.

Nelle strade americane, negli sguardi rivolti ai migranti, nelle limitazioni alle libertà civili.

Una democrazia ferita, sotto assedio da pulsioni che escludono, controllano, puniscono.

 

E in mezzo a tutto questo mi torna in mente una piccola storia.

Quella del colibrì che, mentre tutti gli animali fuggono da un incendio, vola avanti e indietro portando nel becco una goccia d’acqua.

Quando gli altri gli chiedono cosa speri di ottenere con così poco, risponde: “Faccio la mia parte”.

 

Vorrei essere quel colibrì, pur non sapendo da dove cominciare.

In questo bosco che brucia da ogni lato, sento il fumo confondermi la vista.

Eppure ammiro chi trova il coraggio di agire.

Chi si mette in marcia, a piedi, per aprire un varco umanitario verso Gaza.

Chi, in Israele, scende ogni settimana in piazza contro Netanyahu, nonostante tutto.

Chi, negli Stati Uniti, difende i propri vicini di casa immigrati, dicendo con forza che restare umani è ancora possibile.

 

E noi?

Noi cosa possiamo fare?

 

Forse una parola. Forse un gesto. Forse un no detto con chiarezza.

Forse un sì pronunciato con coraggio.

Forse tornare a votare con consapevolezza.

Forse insegnare a un figlio che la gentilezza è una forma di resistenza.

Forse smettere di credere che sia tutto inutile.

 

Non spegneremo l’incendio da soli.

Ma ogni goccia conta. Ogni goccia è una presa di posizione, un atto di fiducia, una presenza.

E se tante gocce si uniscono, forse un giorno la foresta potrà rinascere.

Pensieri fluidi e in libertà di una noce